Alla base del progetto che portò alla definizione dell'Internet Protocol (IP) c'era il presupposto di poter assegnare un indirizzo IP globalmente univoco (pubblico) alle interfacce di rete di tutti i sistemi connessi. Coloro che, alla fine degli anni '70, progettarono l'IPv4, avevano in mente una rete che avrebbe collegato per lo più università e organismi di ricerca governativi e militari statunitensi. Avevano inoltre in mente un mondo in cui la densità dei computer era enormemente più bassa di quella odierna.

Il protocollo IP stabilisce le regole con cui i dati transitano attraverso Internet. La versione 4 del protocollo, nota come IPv4 e in uso dai primi anni '80, stabilisce che gli indirizzi devono essere lunghi 32 bit, permettendo in tal modo di indirizzare circa 4 miliardi di entità diverse. Ai progettisti questo dato appariva addirittura sovradimensionato, ma oggi non è più così.

Questi indirizzi sono distribuiti da Internet Assigned Numbers Authority (IANA), un’entità che opera sotto  il controllo di  Internet Corporation for Assigned Names and Numbers (ICANN), attraverso cinque Regional Internet Registries, che distribuiscono gli indirizzi agli  Internet Service Providers (ISPs).

La suddivisione geografica dei RIR



Il 3 febbraio 2011 IANA ha distribuito ai Regional Internet Registries gli ultimi indirizzi IPv4, esaurendo le sue scorte. Internet può continuare a crescere solo con IPv6, la versione 6 del protocollo IP.