Questo grafico mostra per alcune nazioni Europee la percentuale di LIR che hanno richiesto almeno un prefisso IPv6 a RIPE. La richiesta del prefisso è la prima azione che deve essere fatta da un provider (o qualunque altra organizzazione che amministri autonomamente i propri indirizzi IP) che voglia pianificare l’attivazione di IPv6 nella sua rete. Dalla tabella si evince come in Italia, ancora molto indietro rispetto agli altri Paesi Europei, oltre il 70% dei LIR stia ancora fornendo indirizzi IPv4 ad a organizzazioni (provider, etc.) che devono ancora iniziare ad affrontare il problema dell’attivazione di IPv6.

Statistiche fig1

 


Questo grafico mostra il numero di allocazioni per anno per quattro grandi nazioni europee storicamente sempre all’avanguardia nell’inseguire le evoluzioni di Internet, e per l’Italia. L’anno 2006 segna il passaggio fra il periodo in cui IPv6 era stato usato per scopi sperimentali e quello in cui è entrato in produzione. Nell’anno 2007 è diventato chiaro che l’esaurimento degli indirizzi IPv4 era imminente e le richieste di indirizzi IPv6 hanno ripreso a crescere. L’Italia sembra procedere con un ritardo di circa due anni rispetto alle principali nazioni europee. Da notare che la richiesta di prefissi IPv6 da parte dei LIR italiani sembra in forte crescita, visto che nella prima metà del 2011 sono state fatte più allocazioni che in tutto il 2010.

 

Statistiche fig2

 


Questo grafico mostra il totale delle allocazioni per paese campione nel decennio. Da notare che l’Italia non è soltanto il paese con meno allocazioni, ma continua ad essere quello con il ritmo di crescita più basso. L’unico paese in cui si registra un lieve rallentamento è l’Olanda, dove probabilmente ormai quasi tutti i LIR operativi hanno già avuto un’allocazione.

 

Statistiche fig3

 


Questo grafico mostra la variazione nel decennio del numero totale di allocazioni IPv6 da parte di RIPE NCC. Anche qui è evidente il minimo in corrispondenza del 2006. E’ interessante notare che il numero di allocazioni della prima metà del 2011 è molto vicino al numero totale dell’anno precedente: evidentemente l’esaurimento delle riserve di IANA è stato un segnale forte, che ha provocato un cambiamento significativo nell’atteggiamento dei provider e nelle imprese.

 

Statistiche fig.4